Deumidificatore fai da te | Come costruirne uno

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L’umidità all’interno della nostra casa può portare a molte ripercussioni, a scapito della costruzione così come della nostra salute.

In presenza di un alto tasso di umidità, superiore al 60%, sia il caldo che il freddo risulteranno più fastidiosi, rendendo difficoltosa un’adeguata respirazione con tutto quel che ne consegue per il nostro benessere.

Dormire in queste condizioni è complicato e per nulla piacevole; d’estate il sudore ci farà sentire più pesanti perché non può evaporare.

I cattivi odori verranno esaltati da un’umidità intensa, così come qualsiasi processo di ossidazione.

A livello domestico, vedremo muri e materiali (il legno soprattutto) deteriorarsi con la formazione di muffe. Queste ultime, se non tenute a bada, possono peggiorare grandemente le condizioni della nostra vita domestica.

È per questo motivo che ci affidiamo ai deumidificatori.

Buona parte dei quali è alimentata da energia elettrica, il che comporta ulteriori spese che non sempre siamo disposti a sostenere.

Ma come fare se volessimo costruirne uno noi, che riesca a deumidificare efficacemente senza costringerci ad acquisti il più delle volte onerosi?

 

 

Nell’articolo di oggi cercheremo di spiegare i vantaggi di un deumidificatore fai da te, e come realizzarne uno che funzioni, sbarazzandosi finalmente dell’umidità che tanto ci angustia.

Dopotutto, i deumidificatori elettrici non mancano, il mercato ne è pieno, tuttavia potrebbero risultare una soluzione eccessiva e poco sostenibile in presenza di ambienti molto piccoli.

Ecco quindi che con un po’ di ingegno si può fare molto per la propria casa, con poco.

Bastano pochi materiali, e pochissimi altri ingredienti, per tirar su un deumidificatore che può andare bene anche per la propria auto o per la cantina se necessario.

Gli ingredienti di cui parliamo possono essere i più insospettabili, dal momento che siamo già soliti utilizzarli in altre circostanze e non crederemmo mai essere perfetti per rimuovere l’umidità.

Eppure, sono proprio le loro proprietà specifiche a renderli così efficaci.

 

Deumidificatore fai da te | Alcune idee

Come procedere quindi? È sufficiente procurarsi una bottiglia di plastica.

Dopo averla tagliata a metà, occupatevi della parte alta – quella col tappo, per intenderci.

Essa dovrà essere ulteriormente ritagliata di modo che, capovolta, possa essere inserita con agio all’interno della metà inferiore.

Prima però assicuratevi di aver creato dei piccoli fori sulla superficie della spalla, ossia la porzione di plastica appena sotto il tappo.

Una volta incastrata nella parte inferiore della bottiglia, riempitela con del sale grosso (non più di 200 grammi).

Il sale serve proprio a effettuare la deumidificazione richiesta.

Esso infatti è in grado di assorbire l’umidità nell’aria, che una volta tramutatasi in acqua andrà a defluire nella parte di bottiglia posta alla base.

Esaurito l’effetto del sale con cui avete riempito la metà superiore, rimuovetelo premurandovi anche di svuotare la metà che invece è andata riempiendosi d’acqua.

 

Deumidificatore fai da te | Soluzioni alternative

Quello della bottiglia di plastica non è l’unico modo per realizzare un comodo deumidificatore fai da te.

Un’altra soluzione è quella di utilizzare due piccoli secchi, uno dei quali opportunamente forato sul fondo, al posto della bottiglia di plastica.

Il secchio coi fori andrà inserito all’interno dell’altro, e successivamente riempito di sale grosso.

Il meccanismo è il medesimo che abbiamo visto con la bottiglia di plastica: l’umidità assorbita sotto forma di acqua, tramite i fori, finirà nel secchio sottostante.

La praticità di questa opzione alternativa ci consente di impiegarla in ambienti più a contatto col verde, quindi non strettamente legati al contesto domestico.

Non è ancora tutto: un deumidificatore fai da te che vada bene per la nostra casa può essere creato a partire da uno scolapasta.

In questo caso, è necessario che siate in possesso di un contenitore sufficientemente grande per accoglierlo al suo interno.

Una volta inserito lo scolapasta nel contenitore, coprite il primo con uno strofinaccio da cucina.

Il sale grosso andrà posto al di sopra di quest’ultimo, per una deumidificazione analoga a quanto descritto nel contesto degli esempi precedenti.

Un’ultima variante è rappresentata stavolta da un sacchetto di organza, un piccolo contenitore di plastica munito di coperchio e del sale grosso.

Forate il coperchio del contenitore di plastica, più specificamente la parte centrale (dove è presumibile che verrà appoggiato il sacchetto), e applicatelo sul contenitore stesso per chiuderlo.

Ora prendete il sale e riempite il sacchetto di organza con esso. Come anticipato, il sacchetto andrà posto sul contenitore.

L’azione deumidificante del sale farà sì che l’acqua in cui si tramuterà l’umidità andrà a riempire il contenitore.

Qualunque sia la soluzione da voi preferita, in poche mosse avrete creato un deumidificatore efficiente, pratico e assolutamente silenzioso.

In merito a quest’ultimo aspetto, nel caso in cui vogliate valutare l’acquisto di un deumidificatore elettrico che sia il più silenzioso possibile, ecco la nostra guida dedicata!

 

Deumidificatore fai da te | Sale

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Come abbiamo visto, l’elemento ricorrente dei deumidificatori fai da te descritti sopra è il sale.

Utilizzato comunemente in cucina, per insaporire i piatti che prepariamo nella vita di tutti i giorni, si rivela così assai utile per assorbire l’umidità degli ambienti.

Il suo utilizzo è estremamente semplice, giacché non bisogna fare altro che impiegarlo per riempire una delle componenti del nostro deumidificatore.

Quella, in sostanza, che rivolta verso l’ambiente da deumidificare esporrà il sale a tale spazio. Così facendo, il sale andrà ad assorbire l’umidità bagnandosi di conseguenza.

Arrivato a saturazione, inevitabile pur in presenza di un contenitore sottostante atto a raccogliere l’acqua in eccesso, sarà necessario sostituirlo con una porzione asciutta.

Se c’è qualcosa cui imputare al sale è appunto la necessità di un ricambio continuo, dovuta alla difficoltà di asciugare – e quindi riutilizzare – una quantità già usata. Nulla però che gli impedisca di essere la scelta numero 1 per il nostro deumidificatore fai da te.

Per maggiori informazioni su soluzioni già pronte, leggi la nostra guida dei migliori assorbi umidità!

Deumidificatore fai da te | Riso

deumidificatore fai da te panoramica

Il sale non è l’unica sostanza utilizzabile per un deumidificatore fai da te che si rispetta.

Possiamo infatti contare anche sul riso: altro ingrediente assai presente nelle nostre cucine, grazie alle sue proprietà assorbenti esso costituisce un’alternativa più che degna al sale per rimuovere l’umidità.

In questo caso abbiamo di fronte un’opzione particolarmente funzionale a spazi che tendono a rimanere chiusi per lunghe frazioni di tempo, come cassetti e armadi, favorendo così il proliferare dell’umidità.

In virtù di ciò, non dobbiamo fare altro che disporre di 100 grammi di riso.

Essi vanno avvolti in un panno e posti all’interno dello spazio che ci interessa. Una soluzione più discreta rispetto a quelle che contemplano il sale, ma non altrettanto efficace.

Resta tuttavia una degna alternativa per il vostro deumidificatore fai da te.

Per saperne di più su deumidificatori elettrici dalle dimensioni contenute, perfetti per spazi angusti, leggi la nostra guida ai migliori deumidificatori piccoli!

 

Alternative

Esistono delle alternative a sale e riso che, in quanto a deumidificazione, possono ottenere dei risultati tutt’altro che trascurabili.

Vediamone alcuni.

1) Bicarbonato di sodio

L’ingrediente multiuso per eccellenza. Utilizzato per le ragioni più svariate, tra cui proprio la cura della casa, esso può rendersi utile anche per rimuovere l’umidità.

È sufficiente riempire di bicarbonato un qualsiasi contenitore e poggiarlo nell’ambiente in cui avete bisogno di sbarazzarvi dell’umidità in eccesso.

Dall’azione efficace, proprio come il sale necessita tuttavia di essere sostituito dopo un certo periodo di tempo.

2) Il gel di silice

Esso è un prodotto non tossico comunemente impiegato come essiccante, poiché rimuove l’umidità attraverso l’adsorbimento: quel fenomeno chimico-fisico cioè che consente l’accumulo di una sostanza fluida sulla superficie di un condensato.

Lo troviamo più frequentemente in indumenti, calzature e prodotti elettronici, poiché ne preservano la qualità oltre a prevenire umidità e cattivi odori.

Nel caso in cui vi ritroviate a corto di gel di silice, potete pensare di rimediare dei bricchetti di carbone.

In modo analogo al meccanismo tramite cui un filtro a carbone attivo per acqua priva l’acqua potabile di impurità e cattivi odori, i bricchetti possono essere utilizzati per rimuovere l’umidità da una stanza.

I pori del carbone fanno da filtro, assorbendo l’umidità sotto forma di acqua.

deumidificatore fai da te guida

Come farne uso, quindi?

I bricchetti possono essere posti in una ciotola o avvolti in un panno. Tale soluzione si rivela adatta a una cantina o a un attico, ossia tutti quegli ambienti in cui è probabile che si abbia cura del ricircolo dell’aria con minor frequenza.

3) A completare la rassegna delle sostanze alternative, troviamo il gesso – altro deumidificatore naturale, ottimo se in pezzi legati tra loro con uno spago o avvolti in uno strofinaccio asciutto – e l’argilla attivata.

Quest’ultima è una formidabile opzione nel caso in cui si debbano imballare dei prodotti per la spedizione, i quali necessitano di una protezione particolare da umidità durante il trasporto.

Leggi anche: Guida ai migliori deumidificatori elettrici per il bagno

 

Le nostre conclusioni

Un deumidificatore fai da te rappresenta un risparmio notevole in termini di tempo e consumi.

I costi, decisamente inferiori a quelli di qualsiasi altra opzione, non conoscono rivali.

Tuttavia, non vanno presi come delle vere alternative ai deumidificatori elettrici, ancora necessari per una deumidificazione continua, bensì come delle ottime aggiunte per rimuovere l’umidità in spazi circoscritti.

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